Ti stai chiedendo cosa c’entra una malattia come il LICHEN GENITALE con la corteccia degli alberi? …te lo spiego subito. La parola lichen deriva dal latino Lichen, in greco LEICHEN da LEICHO che significa lambisco, o in senso figurato striscio (vedi anche Leccare). Questi termini hanno trovato una definizione oggettiva nei licheni, piante parassite che crescono sul tronco degli alberi o sulle pietre, strisciando sopra di esse. Descritto per la prima volta nel 1881 da Hallopeau, da allora si trova in letteratura con moltissimi nomi come ad esempio leucoplachia, craurosi vulvare o vulvite leucoplastica, leucocraurosi o malattia di Breisky balanite xerotica obliterante se ci riferiamo ai pazienti maschi. Solo nel 1976 la Società internazionale per lo studio della patologia vulvovaginale (ISSVD) ha ufficialmente adottato il termine lichen sclerosus. Diciamo subito che non è contagiosa, è infatti una malattia infiammatoria cronica che colpisce la pelle ma soprattutto le mucose del cavo orale e quelle genitali. Per quanto sia una patologia tipicamente delle donne in post menopausa, dovuta ad autoimmunità e variazioni ormonali, con un’incidenza più bassa può colpire anche giovani donne e uomini. Nella donna aggredisce perineo, ano, clitoride, forchetta, piccole e grandi labbra. Le lesioni, prima infiammatorie, tendono a trasformarsi in tessuto cicatriziale distruggendo la normale anatomia dei genitali, facendo perdere elasticità al tessuto a volte al punto da menomare piccole e grandi labbra e rendere impossibili i normali rapporti sessuali. Per questo motivo la diagnosi precoce è tanto necessaria, cosi come un adeguato approccio terapeutico. Purtroppo, la diagnosi arriva spesso con grave ritardo.E la terapia?? La terapia più diffusa consiste in alte dosi di cortisone, ma il cortisone agisce spegnendo il sintomo non curando l’origine della malattia, inoltre presenta un alto prezzo da pagare in termini di effetti collaterali. Il nostro è un approccio diverso, si basa sulla consapevolezza che la patologia è autoimmune e sistemica, che ogni paziente è unico come unica è la manifestazione della sua patologia. Promuoviamo un approccio multidisciplinare, con una forte componente sulla medicina rigenerativa, intesa come l’insieme delle tecniche che aiutino l’organismo a riparare sé stesso.Pratichiamo PRP con tecniche modernissime, nanofat e microfat, ma anche laser terapia e carbossiterapia. Insegniamo al paziente che piccoli impensabili dettagli dell’alimentazione e della quotidianità possono avere un impatto devastante sull’andamento della patologia e che introducendo alcuni accorgimenti o eliminando qualche alimento, si possono ottenere insperati benefici a lungo termine.

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